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dai GIORNALI di OGGI

GAZA: ISRAELE NON SI FERMA

2009-01-16

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CORRIERE della SERA

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2009-01-16

L'ultimo bilancio dal fronte: 1.105 vittime e 5.130 feriti

Israele non ferma i bombardamenti

23 cadaveri sotto le macerie a Gaza

Colpiti almeno 40 nuovi obiettivi nella Striscia.

I soccorritori trovano altri morti sotto le case distrutte

Colpiti agenzia Onu e palazzo dei media Ucciso ministro dell'Interno di Hamas (15 gennaio 2009)

Gaza City sempre più sotto assedio. Israele: "Resta molto lavoro da fare" (12 gen. 2009)

GAZA - Non si fermano gli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza: i mezzi dell'aeronautica hanno colpito ancora 40 obiettivi del movimento islamico Hamas, stando a quanto riferito da un portavoce militare. Tra i bersagli, depositi di armi, tunnel usati per il contrabbando attraverso il confine tra Egitto e Striscia di Gaza, e postazioni dalle quali vengono lanciati i razzi contro il territorio dello stato ebraico. Fonti palestinesi a Gaza hanno aggiornato il bilancio dell'offensiva militare israeliana a 1.105 morti e 5.130 feriti. I soccorritori hanno recuperato 23 cadaveri sotto le macerie di un quartiere di Gaza devastato giovedì dai combattimenti violenti tra l’esercito israeliano e i guerriglieri palestinesi. Lo hanno indicato fonti sanitarie palestinesi.

ISRAELE: "SIAMO ALL'ATTO FINALE" - Il portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert, Mark Regev, ha detto che l'offensiva di Israele nella Striscia di Gaza starebbe entrando nel suo "atto finale". Riferendosi agli inviati mandati al Cairo e a Washington oggi per discutere dei

Manifestazione anti-israeliana nelle Filippine (Ap)

Manifestazione anti-israeliana nelle Filippine (Ap)

termini del cessate il fuoco con Hamas, Regev ha detto "c'è da sperare che siamo all'atto finale, quando saremo informati da Gilad (Amos, inviato al Cairo, n.d.r.) e Livni (Tzipi, ministro degli Esteri in visita oggi a Washington). Ci potrebbe essere un incontro plenario del gabinetto di sicurezza e decisioni usciranno da questo". Ufficiali della sicurezza israeliana dicono che il gabinetto potrebbe riunirsi tra venerdì e sabato.

LA LIVNI A WASHINGTON - Sul fronte diplomatico, nel frattempo, Israele intanto chiede garanzie da parte degli stati esteri affinché qualunque accordo per porre termine alla sua offensiva in corso da tre settimane nella Striscia di Gaza comporti la fine del contrabbando di armi ai militanti di Hamas. Il ministro degli Esteri Tzipi Livni si è recata per dei colloqui in questo senso a Washington, maggiore sostenitore di Israele, a cinque giorni dall'insediamento di Barack Obama come presidente degli Usa.

16 gennaio 2009

 

 

l fronte diplomatico dietro al conflitto

Israele: "No alle condizioni di Hamas"

Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon si dichiara ottimista: "Tregua molto vicina"

RAMALLAH - Una tregua nella Striscia di Gaza è "molto vicina": lo ha ribadito il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, a margine della sua visita in Cisgiordania. "Siamo molto vicini a un accordo di cessate-il-fuoco", ha assicurato il numero uno del Palazzo di Vetro dopo aver incontrato il primo ministro palestinese Salam Fayyad nella 'Muqatà, il quartier generale dell'Autorità Nazionale Palestinese a Ramallah. Poco prima lo stesso governo israeliano aveva fatto sapere che l'offensiva militare nella piccola enclave, arrivata nel frattempo al 21mo giorno di fila, è ormai giunta alla "fase finale".

LE RICHIESTE DI HAMAS - Hamas ha proposto un cessate-il-fuoco di un anno con Israele in cambio di un ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza e della sospensione del blocco imposto all’enclave. Il numero due dell’ufficio politico di Hamas, Moussa Abou Marzouk, che vive a Damasco, ha riferito che l’offerta è stata fatta da una delegazione del movimento alle autorità egiziane durante un incontro al Cairo. Un diplomatico occidentale che ha seguito i tentativi dell’Egitto di ottenere una tregua ha confermato che Hamas ha proposto un cessate-il-fuoco rinnovabile di un anno.

IL NO DI ISRAELE - Israele ha già respinto alcune delle condizioni previste nella proposta di cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, presentata ieri da Hamas all'Egitto, e sta premendo perché siano modificate: lo hanno riferito fonti diplomatiche riservate, tanto israeliane quanto occidentali. In particolare, lo Stato ebraico non accetta la durata di un anno, fissata per la tregua dal gruppo radicale palestinese, nè i termini relativi alla gestione dei valichi di confine dell'enclave. Le stesse fonti hanno aggiunto che la nuova missione al Cairo del generale Amos Gilad, consigliere politico del ministro della Difesa israeliano Ehud Olmert, è appunto finalizzata a sottoporre la posizione dello Stato ebraico ai mediatori egiziani. Tra Israele e Hamas non vi è infatti il benché minimo contatto diretto.

16 gennaio 2009

 

REPUBBLICA

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2009-01-16

Gaza, altri raid israeliani nella notte

I palestinesi uccisi sono 1.133

Olmert: "Siamo alla fase finale"

Mentre si tratta per un cessate-il-fuoco, vengono aggiornate - da fonti mediche della Striscia - le cifre sul bilancio dell'operazione "Piombo fuso". Hamas propone a Israele una tregua di un anno

 

11:20 Segretario Onu rivolge appello a Israele per cessate il fuoco

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha oggi lanciato un appello ad Israele affinché sospenda il fuoco a Gaza. "E' giunto il momento di pensare anche a un cessate il fuoco unilaterale da parte di Israele" ha detto Ban in un conferenza stampa congiunta a Ramallah con il premier dell'Anp Salam Fayad. Secondo Ban è possibile comunque che Israele e Hamas raggiungano una intesa per il cessate il fuoco già nei prossimi giorni.

10:59 Segretario generale Onu: "Tregua è molto vicina"

Una tregua nella Striscia di Gaza è "molto vicina": lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, a margine della sua visita in Cisgiordania. "Siamo molto vicini a un accordo di cessate-il-fuoco", ha assicurato il numero uno del Palazzo di Vetro dopo aver incontrato il primo ministro palestinese Salam Fayyad nella 'Muqata', il quartier generale dell'Autorità Nazionale Palestinese a Ramallah.

10:43 Lancio di razzi sul Neghev, nessuna vittima

Non hanno provocato vittime sei razzi palestinesi sparati oggi da Gaza verso località israeliane nel Neghev. Lo riferiscono fonti locali secondo cui le esplosioni sono avvenute nella zona di Ofakim e in quella di Eshkol, un'area agricola limitrofa alla striscia di Gaza. Ieri altri razzi, sparati da Gaza, erano esplosi nel centro di Beer Sheva - la principale città del Neghev con oltre 200 mila abitanti - provocando una ventina di feriti, due dei quali versano anche oggi in condizioni gravi.

10:35 Segretario Onu a Ramallah per incontrare Abu Mazen

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, è arrivato a Ramallah questa mattina per incontrare il premier palestinese Salam Fayyad ed il presidente Abu MAzen. Quindi Ban ripartirà per Ankara, prossima tappa della sua missione nella regione. Incontrando i leader israeliani a Tel Aviv e Gerusalemme Ban ha affermato ieri che ci sono gli elementi per raggiungere una tregua in tempi ragionevolmente brevi.

10:22 Medici palestinesi aggiornano bilancio a 1.133 vittime

E' di 1.133 il bilancio aggiornato dei palestinesi rimasti uccisi a Gaza nel corso della operazione israeliana 'Piombo fuso' iniziata tre settimane fa. Lo ha detto il responsabile dei servizi di emergenza del ministero palestinese della Sanità, Muawiya Hassanein. I feriti, ha aggiunto, sono almeno 5.150. Queste cifre, ha precisato, includono i 23 cadaveri recuperati in mattinata sotto edifici in macerie nel rione di Tel al-Hawa, nel settore meridionale di Gaza City.

10:15 Russia chiede a Siria e Iran di fare pressioni su Hamas

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha chiesto oggi all'Iran e alla Siria di convincere Hamas ad accettare un piano egiziano per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "Noi inviamo i segnali adeguati ai rappresentanti di Hamas e a quegli stati che hanno influenza su questa, prima di tutti l'Iran e la Siria" ha detto Lavrov nel corso di una conferenza stampa a Mosca.

10:12 Capo Hamas a Doha per summit con dirigenti arabi

Il capo in esilio del movimento islamico palestinese Hamas, Khaled Meshaal, è arrivato oggi a Doha, dove si deve tenere nel pomeriggio una riunione di dirigenti arabi dedicata all'offensiva israeliana su Gaza. La presenza di Meshaal, che ha base a Damasco, contrasta con l'assenza annunciata del presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas). Alla riunione di Doha devono partecipare 13 dei 22 membri della Lega araba. Il summit è stato boicottato da diversi paesi arabi, fra i quali Egitto e Arabia Saudita.

09:47 Pressioni Israele perché Hamas modifichi proposta di tregua

Israele ha respinto senza mezzi termini alcune delle condizioni previste nella proposta di cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, presentata ieri da Hamas all'Egitto, e sta premendo perchè siano modificate: lo hanno riferito fonti diplomatiche riservate, tanto israeliane quanto occidentali. In particolare, lo Stato ebraico non accetta la durata di un anno, fissata per la tregua dal gruppo radicale palestinese, né i termini relativi alla gestione dei valichi di confine dell'enclave. Le stesse fonti hanno aggiunto che la nuova missione al Cairo del generale Amos Gilad, consigliere politico del ministro della Difesa israeliano Ehud Olmert, è appunto finalizzata a sottoporre la posizione dello Stato ebraico ai mediatori egiziani. Tra Israele e Hamas non vi è infatti il benché minimo contatto diretto.

09:43 La Russa non esclude intervento contingente internazionale

Di una eventuale forza di interposizione internazionale nella striscia di Gaza "se ne parla e naturalmente io ho allertato gli alti comandi delle Forze armate per ogni evenienza, come si suole fare in questi casi". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo su Canale 5. Secondo La Russa, le prospettive sono tre: la prima è che "sia l'Egitto ad occuparsi di gestire il proprio territorio al confine con la striscia di Gaza; poi c'è l'ipotesi che io trovo più opportuna, e cioè che una volta cessato il fuoco e intervenuti degli accordi, un contingente internazionale venga schierato per controllare il rispetto di questa intesa; c'è poi una terza ipotesi, quella che prevede un vero e proprio controllo da parte di un contingente, magari non numerosissimo, della fascia a sud della striscia di Gaza".

09:34 Portavoce esercito: "Distrutto il 70% dei tunnel verso Egitto"

L'esercito israeliano ha presentato oggi un suo 'primo bilancio' dell'offensiva militare su Gaza, sostenendo di aver attaccato oltre duemila obiettivi e distrutto tra il 60 ed il 70 per cento dei tunnel usati per il contrabbando di armi tra l'Egitto e la Striscia di Gaza.

Un portavoce militare ha anche reso noto che dal 27 dicembre - data di inizio dell'operazione militare israeliana - i militanti palestinesi hanno lanciato oltre 700 razzi e proietti di mortaio contro il territorio israeliano.

09:32 Sondaggi confermano ampio sostegno israeliani a offensiva

Alla fine della terza settimana di combattimenti a Gaza gli israeliani esprimono un massiccio sostegno all' operazione 'Piombo Fuso', secondo due sondaggi di opinione pubblicati oggi sulla stampa. Il 78 per cento degli intervistati dal quotidiano Haaretz hanno definito "un successo" le operazioni in corso. L'82 per cento non ritengono che Israele abbia fatto uno eccessivo dela forza. E il 70 per cento lodano in particolare il comportamento del ministro della difesa Ehud Barak. Maariv, in un altro sondaggio di opinione, ha rilevato convinzioni molto simili.

09:30 Recuperati dalle macerie in quartiere Gaza City 24 cadaveri

I corpi di 23 persone sono stati recuperati oggi sotto le macerie di un quartiere di Gaza City devastato ieri dai violenti combattimenti tra l'esercito israeliano e combattenti palestinesi. Lo hanno detto fonti mediche sul posto. Le fonti hanno aggiunto che che la maggior parte dei cadaveri sono stati ritrovati nel quartiere di Tal Al Hawa, nella parte sudoccidentale della città, da dove i carri armati si sono ritirati oggi dopo una profonda incursione durata oltre 24 ore.

09:28 Secondo stampa dissensi in governo israeliano su proposta Egitto

Ci sarebbero ancora dissensi, fra i dirigenti israeliani, circa la'iniziativa egiziana per un cessate il fuoco a Gaza fra Israele e Hamas. Lo riferisce il quotidiano Haaretz, secondo cui una riunione del Consiglio di difesa del governo - fissata per oggi - è stata rinviata. Le proposte egiziane, scrive il giornale, sono ancora troppo "generiche", secondo Israele. Di conseguenza l'emissario israeliano Amos Ghilad, che ieri era stato al Cairo per ricevere una serie di delucidazioni sulla tregua, tornerà anche oggi in Egitto.

09:26 Paura di disordini, Israele vieta preghiera a giovani musulmani

Migliaia di agenti della polizia israeliana sono stati dislocati nella città vecchia di Gerusalemme e ai valichi fra la città e la Cisgiordania per prevenire disordini in occasione di una giornata di protesta indetta per oggi da Hamas contro l'operazione 'Piombo Fuso'. Hamas in particolare ha chiesto ai palestinesi di esprimere collera per la uccisione, avvenuta ieri a Gaza, del suo dirigente Said Siam. La polizia israeliana ha reso noto di aver adottato misure particolari di sicurezza a Gerusalemme nella zona della Spianata delle Moschee. Alle preghiere del venerdì saranno ammessi oggi solo i fedeli musulmani che abbiano più di 50 anni e che siano dotati di carte di identità israeliane.

09:24 Negoziatore israeliano Gilad ritorna oggi al Cairo

Il principale negoziatore israeliano Amos Gilad tornerà oggi al Cairo per discutere ancora del piano egiziano per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo comunica la Presidenza del Consiglio de ministri di Israele. Ieri sera il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha avuto dei colloqui con i suoi ministri chiave e con i responsabili del ministero della Difesa poco dopo il ritorno dal Cairo di Gilad, spiega un comunicato della Presidenza, precisando che "dopo una nuova serie di discussioni verrà valutata l'opportunità di convocare il gabinetto della Sicurezza" israeliano.

09:18 Blair ottimista: "Ora tregua è possibile"

Tony Blair, inviato del 'quartetto' per il Medio Oriente, ha detto oggi che le proposte per raggiungere una tregua su cui sta discutendo Israele sono "credibili" e potrebbero portare a un immediato cessato il fuoco nella Striscia di Gaza. "Negli ultimi due giorni sono stati discussi i dettagli e penso che adesso si sia arrivati davvero a un piano credibile per fermare le armi se lo si vuole", ha detto Blair dopo avere incontrato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner a Parigi.

09:17 Rice: "Usa al lavoro per trovare accordo con Israele"

Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha confermato di essere "al lavoro" per un accordo con Israele e altri alleati della regione per agevolare il processo per un cessate il fuoco a Gaza. "Sono in corso colloqui con gli israeliani e altri per vedere cosa possiamo fare per incrementare le possibilità di pervenire al raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco che tutti stiamo cercando" ha detto ai giornalisti il segretario di stato Usa. "Siamo al lavoro sia con Israele, sia con altri alleati regionali".

09:11 Portavoce Olmert: "Offensiva a Gaza giunta in fase finale"

Potrebbe essere giunta alla "fase finale" l'Operazione Piombo Fuso, l'offensiva militare d'Israele in atto nella Striscia di Gaza ormai da tre settimane consecutive: lo ha dichiarato Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano ad interim Ehud Olmert, alludendo all'esito delle missioni diplomatiche in corso al Cairo e a Washington, e affidate rispettivamente ad Amos Gilad, consigliere politico del premier, e al ministro degli Esteri Tzipi Livni. "Auspicabilmente siamo in vista della fase finale", ha affermato Regev, "e lo saremo quando saremo ragguagliati dal signor Gilad e dalla signora Livni. E' possibile si tenga una riunione plenaria del gabinetto per la Sicurezza, e le decisioni scaturiranno da quella", ha aggiunto, per poi sottolineare: "E' ovvio che non dipende soltanto da noi. E' in atto un'intensa attività diplomatica".

08:11 Hamas propone a Israele la tregua di un anno

Hamas ha proposto una tregua di un anno con Israele in cambio del ritiro delle truppe dalla Striscia di Gaza e della revoca del blocco al territorio palestinese. Lo ha detto un funzionario di Hamas, confermando indiscrezioni che erano circolate durante la giornata.

08:10 Al Jazeera: raid e bombardamenti notturni

Raid e violenti bombardamenti notturni sono in corso nella Striscia di Gaza, soprattutto nei sobborghi di Zeitun e di Tuffah di Gaza city. Lo riferisce il corrispondente della tv Al Jazira nella Striscia, mentre dalle immagini in diretta trasmesse dagli studi televisivi dell'agenzia palestinese Ramattan si vedono i bagliori dei bombardamenti e si ode nettamente il rimbombo dell'artiglieria. Ambulanze, ha riferito Al Jazira, si stanno recando verso i quartieri colpiti.

08:07 Gaza: oltre 1100 palestinesi uccisi, 5130 i feriti

E' salito ad almeno 1.105 il numero complessivo dei palestinesi che hanno perso la vita nella Striscia di Gaza a causa dell'Operazione 'Piombo Fuso', in corso ormai da 21 giorni consecutivi: lo hanno reso noto fonti mediche locali, secondo cui tra le vittime ci sono anche 355 bambini; i civili morti in tutto sono oltre settecento. I feriti accertati ammontano d'altro lato a a 5.130. In campo israeliano dal 27 dicembre scorso sono invece state uccise tredici persone, di cui dieci erano militari.

 

 

 

 

Le truppe di Tsahal penetrano all'interno di Gaza City

Colpiti un centro per i rifugiati, un ospedale, e il palazzo dei media

Il movimento integralista: via le truppe e valichi aperti

Israele bombarda sede dell'Onu

Hamas, le condizioni per la tregua

Olmert: "La Livni a Washington per discutere il cessate il fuoco"

Israele bombarda sede dell'Onu Hamas, le condizioni per la tregua

GERUSALEMME - Hamas ha dettato le proprie condizioni. Il movimento integralista islamico è pronto ad accettare il cessate il fuoco se l'esercito di Israele si ritirerà entro cinque, al massimo sette giorni. Ma la controparte ancora non si pronuncia: "Prenderemo una decisione dopo aver ascoltato il rapporto del nostro mediatore tornato dall'Egitto", dice un portavoce del governo Olmert che poi annuncia un viaggio a Washington del ministro degli Esteri Tzipi Livni per trovare una posizione comune con gli Usa. Questo, al termine di un'altra giornata drammatica di guerra. L'esercito israeliano è penetrato con i carri armati e l'appoggio degli elicotteri a Tel el-Hawa, quartiere meridionale di Gaza City. Bombardata la sede di un'agenzia dell'Onu per i rifugiati e un ospedale, numerosi i feriti. Attaccato anche Al-Shuruq, un grattacielo nel quartiere di Rimal, che ospita numerosi giornalisti di testate arabe e internazionali, fra cui l'agenzia Reuters e le emittenti Fox, Sky e Al Arabiya. Due cameramen sono rimasti feriti. Trenta i razzi sparati dalla Striscia di Gaza verso il Sud di Israele. Nove israeliani feriti da due razzi che hanno raggiunto la città di Beersheva. Dura la condanna della presidenza della Ue, che chiede a Israele di "prevenire il ripetersi di attacchi a obiettivi civili e umanitari, cosa inaccettabile".

Il bilancio dei morti palestinesi provocati dall'operazione "Piombo fuso" ha superato le 1060 vittime in meno di tre settimane. Fra queste, 322 sono bambini. L'intensificarsi dei combattimenti viene da più parti interpretato come un avvicinarsi della tregua tra Israele e Hamas. "Il governo israeliano prenderà nelle prossime ore un'importante decisione, spero sia quella giusta", ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon. Ma Israele gela gli entusiasmi: "Abbiamo parlato con l'Egitto, stanotte Amos Gilad (il mediatore israeliano, ndr) tornerà e farà rapporto e solo allora prenderemo una decisione", riferisce il portavoce del governo Mark Regev, e conferma il premier Ehud Olmert al segretario di Stato americano Condoleezza Rice. Quest'ultima ha annunciato a Olmert che gli Usa sono pronti a firmare con Israele un memorandum che stabilisce una serie di misure per impedire a Hamas di continuare a ricevere dall'Iran armi contrabbandate a Gaza dalla penisola del Sinai.

La decisione di Israele. Il governo israeliano ha ascoltato il rapporto dell'inviato Amos Gilad rientrato dal Cairo dove ha esaminato i particolari della proposta di Mubarak con il capo dei servizi segreti egiziani Omar Suleiman. Dopo un vertice a tre fra il premier Ehud Olmert, il ministro degli Esteri Tzipi Livni e il collega della Difesa Ehud Barak si è deciso di inviare il capo della diplomazia a Washington per discutere del cessate il fuoco e del contrabbando di armi dall'Egitto.

Le condizioni di Hamas. Il movimento integralista sarebbe disposto ad accettare un cessate il fuoco di un anno, rinnovabile, a patto che Israele ritiri le sue truppe entro 5-7 giorni e apra immediatamente tutti i varchi di Gaza, "a cominciare da Rafah", con l'assicurazione internazionale che restino tali.

Ucciso ministro di Hamas. L'aviazione israeliana ha bombardato anche l'abitazione del ministro dell'Interno di Hamas, Said Siam, nella parte settentrionale di Gaza. Il leader del movimento è rimasto ucciso, insieme al figlio e al fratello. "Il suo sangue non sarà versato invano - si legge in un comunicato delle Brigate Ezzedine Al-Qassam - risponderemo con le azioni, non con le parole''.

L'Onu. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, in visita in Israele, si è detto "indignato" e ha definito "insopportabile" il numero di morti provocati dall'offensiva su Gaza. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha ammesso che l'attacco all'Unrwa è stato "un grave errore". In seguito al bombardamento, l'Onu ha sospeso le operazioni a Gaza e anche l'Ong americana Care International è stata costretta a sospendere la distribuzione di aiuti umanitari.

Trattative per Ghilad Shalit. Israele potrebbe inoltre condizionare una tregua alla ripresa dei negoziati per la liberazione del caporale Ghilad Shalit, da due anni e mezzo prigioniero di Hamas. Non è infine un mistero che il ministro della difesa Barak ritenga sostanzialmente raggiunti gli obiettivi militari contro Hamas e preferisca una tregua umanitaria iniziale, per negoziare poi da una posizione di forza il suo consolidamento.

(15 gennaio 2009)

L'UNITA'

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2009-01-16

Israele: siamo alla fase finale Ma dice no alla proposta di tregua di Hamas

Sono proseguiti nella notte fra giovedì e venrdì gli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza: i mezzi dell'aeronautica hanno colpito 40 obiettivi del movimento islamico Hamas. Tra i bersagli colpiti, depositi di armi, tunnel usati per il contrabbando attraverso il confine tra Egitto e Striscia di Gaza, e postazioni dalle quali vengono lanciati i razzi contro il territorio dello stato ebraico.

Fonti palestinesi a Gaza hanno aggiornato il bilancio dell'offensiva militare israeliana a 1.105 morti e 5.130 feriti.

Ma potrebbe essere giunta alla "fase finale" l'Operazione Piombo Fuso. Lo ha dichiarato Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano ad interim Ehud Olmert, alludendo all'esito delle missioni diplomatiche in corso al Cairo e a Washington, e affidate rispettivamente ad Amos Gilad, consigliere politico del premier, e al ministro degli Esteri, signora Tzipi Livni. "Auspicabilmente siamo in vista della fase finale", ha affermato Regev, "e lo saremo quando saremo ragguagliati dal signor Gilad e dalla signora Livni. È possibile si tenga una riunione plenaria del gabinetto per la Sicurezza, e le decisioni scaturiranno da quella", ha aggiunto, per poi sottolineare: "È ovvio che non dipende soltanto da noi. È in atto un'intensa attività diplomatica, e al tempo stesso", ha avvertito, "le pressioni militari su Hamas continuano". Ieri il gruppo radicale palestinese aveva proposto un cessate-il-fuoco di un anno in cambio del ritiro dello Stato ebraico dall'enclave, e della revoca del blocco che la paralizza da mesi. Sempre in Israele fonti governative riservate dal canto loro hanno affermato che la riunione di gabinetto dovrebbe tenersi oggi stesso oppure domani al massimo.

Hamas intanto ha proposto una tregua di un anno con Israele in cambio del ritiro delle truppe dalla Striscia di Gaza e della revoca del blocco al territorio palestinese. Lo ha detto un funzionario di Hamas, confermando indiscrezioni che erano circolate giovedì.

Israele ha però respinto senza mezzi termini alcune delle condizioni previste nella proposta di cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, presentata ieri da Hamas all'Egitto, e sta premendo perchè siano modificate: lo hanno riferito fonti diplomatiche riservate, tanto israeliane quanto occidentali. In particolare, lo Stato ebraico non accetta la durata di un anno, fissata per la tregua dal gruppo radicale palestinese, nè i termini relativi alla gestione dei valichi di confine dell'enclave. Le stesse fonti hanno aggiunto che la nuova missione al Cairo del generale Amos Gilad, consigliere politico del ministro della Difesa israeliano Ehud Olmert, è appunto finalizzata a sottoporre la posizione dello Stato ebraico ai mediatori egiziani. Tra Israele e Hamas non vi è infatti il benchè

minimo contatto diretto.

I rapporti tra Israele e Onu sono ancora negativi. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove si sta discutendo della situazione a Gaza, è "cinica e piena d'odio" contro Israele: lo ha detto l'ambasciatrice israeliana al Palazzo di Vetro, Gabriela Shalev. La diplomatica israeliana ha insistito che la riunione di oggi non doveva essere convocata perchè "il Consiglio di Sicurezza è già attivo in questo senso e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, è in visita nella regione". La Shalev si è quindi scagliata contro il fronte "anti-israeliano" che ha convocato l'Assemblea, con una serie di domande retoriche: "Dove è la condanna dei missili lanciati da Hamas? e dei razzi katiuscia lanciati contro un'infermeria in Israele? dove è la condanna dell'Iran, della Siria e di Hamas?".

Il presidente dell'Assemblea Generale, Miguel D'Escoto Brockmann, ha "rifiutato" le parole della Shalev. Alcuni delegati, come l'ambasciatore della Malaysia Hamidon Ali, hanno auspicato l'adozione di una risoluzione alla fine dei lavori, ma a livello ufficiale non è ancora circolato alcun documento.

Uno dei capi di Hamas, Said Siam, ministro dell'Interno, è stato ucciso giovedì a Gaza da un bombardamento israeliano. Lo ha confermato la televisione di Hamas Al Quds TV. "Il leader Said Siam, il figlio (Mohammad) e il fratello (Iyad) sono caduti da martiri a Gaza", ha annunciato l'emittente, la cui sede è a Beirut.

Si tratta del più alto dirigente di Hamas ucciso da Tsahal dall'inizio della sua offensiva, il 27 dicembre, contro il movimento islamico a Gaza. Said Siam aveva creato la Forza esecutiva di Hamas, trasformata in seguito in polizia dal movimento, dopo la presa del controllo di Gaza nel giugno 2007.Membro dell'ala radicale di Hamas, era stato accusato da Fatah di aver condotto una feroce repressione contro il partito del presidente Abu Mazen. Said Siam è stato uno degli istigatori del colpo di forza di Hamas conclusosi con la presa di Gaza ai danni di Abu Mazen e dei suoi uomini.

Il braccio armato di Hamas ha minacciato di vendicare la morte di Said Siam, ucciso insieme col figlio e il fratello: "Il suo sangue non sarà versato invano. La risposta ci sarà non con le parole ma con i fatti", ha annunciato l'ala militare di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, in un comunicato.

Israele ha intensificato l'offensiva su Gaza City, dove i combattimenti si concentrano nel centro cittadino e sono ormai casa per casa. E dove la penuria di cibo ha fatto scattare le razzie. Il ventesimo giorno di guerra è il più duro, con il territorio bombardato sia di notte che di giorno dal mare, dalla terra e dal cielo, sia al confine di Rafah sia nel centro cittadino più importante dove si sono rifugiati in massa i civili in fuga dall'avanzata dell'esercito di Israele. Dal lancio dell'offensiva contro la Striscia, il 27 dicembre scorso, il bilancio delle vittime in territorio palestinese ha ampiamente passato i mille - in mattinata erano già 1.038 morti- mentre i feriti sfiorano i 5mila.

Il fatto più eclatante è stata la devastazione della sede centrale dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu che si occupa dei profughi palestinesi, a Gaza, colpita in pieno e andata in fiamme con tre dipendenti che sono rimasti feriti. Un episodio che ha sollevato un coro internazionale di riprovazione a partire dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon. Tanto che alla fine - riferisce Ban ki Moon - arrivano le scuse del governo israeliano. Ma poi, in serata, il premier Ehud Olmert ha dato come motivazione dell'attacco al "compound" dell'Unrwa sostenendo che Tshal ha risposto a tiri di artiglieria che provenivano da quella direzione e ipotizzando che miliziani di Hamas si fossero nascosti lì dentro.

Particolarmente toccante, la cronaca ripresa in diretta dalla tv panaraba satellitare Al Arabiya, dei razzi che hanno colpito attorno a mezzogiorno il palazzo sormontato da antenne chiamato Torre di al-Shuruq da dove trasmette anche la tv legata ad Hamas "Ramattan". Sulla tv satellitare Al Arabiya si sentiva la voce concitata e in lacrime della telecronista palestinese che ha continuato per oltre un'ora la diretta mentre si vedeva il fumo che usciva dall'edificio e si sentivano intensi rumori di fondo. Da quel palazzo trasmettevano anche numerosi giornalisti di testate arabe e internazionali. Due giornalisti della Abu Dhabi Tv sono rimasti feriti e il palazzo alla fine è stato evacuato.

Un portavoce dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu che si occupa dei profughi palestinesi, ha frattanto annunciato la sospensione delle attività dopo il

ferimento di tre suoi dipendenti da parte dell'artiglieria israeliana.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, in visita in Israele, si è detto "indignato" per l'attacco al quartier generale di Gaza City dell'Unrwa e ha chiesto spiegazioni alle autorità dello Stato ebraico. "Ho espresso la mia dura protesta e la mia indignazione e ho chiesto una piena spiegazione al ministro degli Esteri e al ministro della Difesa", ha dichiarato il numero uno del Palazzo di vetro da Tel Aviv. Ban ha anche definito "insopportabile" il numero di morti per l'offensiva su Gaza.

È la seconda volta, dall'inizio dell'offensiva israeliana a Gaza, che viene colpita una sede delle Nazioni Unite: nel terzo giorno dell'offensiva di terra, il 6 gennaio scorso circa 40 persone, per lo più donne e bambini, erano rimaste uccise e varie decine ferite in un bombardamento dell'artiglieria israeliana su una scuola gestita dall'Unrwa a Jabaliya. Il direttore dell'Unrwa John Ging in collegamento telefonico con il Tg3 Rai spiega che a colpire il "compound" sono state anche bombe al fosforo e che sono andate distrutte tonnellate di medicine. "L'esercito israeliano sapeva benissimo qual era il nostro edificio - afferma, scoraggiato - ma del resto tocca anche a noi vivere ciò che sta vivendo da venti giorni la popolazione civile di Gaza".

Anche un'ala dell'ospedale gestito dalla Mezzaluna rossa è stato avvolto dalle fiamme. Secondo i dati forniti da Hamas sarebbero 15 in tutto le strutture sanitarie tra ambulatori e ospedali andati parzialmente o del tutto distrutti nei bombardamenti israeliani.

15 gennaio 2009

 

 

 

 

 

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